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La fortuna che ho avuto è essere multipotenziale.


Chi è multipotenziale si appassiona a svariate cose e ne sviscera i particolari e ne studia le varie sfaccettature, per un certo periodo, in modalità FULL IMMERSION.

In questo mondo, dove siamo chiamati a rispondere sulle più svariate tematiche, perché è sempre nostra la responsabilità

  • sia che ci vacciniamo
  • sia che non lo facciamo
  • sia che ci affidiamo alle opinioni altrui
  • sia che sospettiamo di tutto e tutti
  • etc etc etc...

    SEMPRE NOSTRA RIMANE COMUNQUE TUTTA LA RESPONSABILITA' DELLE NOSTRE SCELTE.

Se queste sono le condizioni di partenza, io voglio sapere, voglio avere la mia opinione, voglio avere il diritto di "sentire" che quello che scelgo io, mi piace, è ragionato, è compreso, è una scelta attiva e frutto del mio lavoro.
Su alcuni aspetti della vita NON SI PUO' DEMANDARE, dobbiamo "sentire" noi stessi cosa è meglio per noi.

Nel 2004 ho iniziato il percorso di Rieducazione Posturale Globale metodo Souchard, con il corso base e le successive specialistiche in vari campi, tra cui anche la preparazione al parto, alla nascita e al post partum.

Fu amore a prima vista!


Quando feci la specialistica in preparazione al parto mi sentii dentro un'emozione così forte e grande, che non sapevo come contenere la gioia e il desiderio di sapere, conoscere, sentire cosa era meglio per me  e per le donne in generale, per il mio futuro figlio e per i bambini in genere.

Ho iniziato a studiare, ho letto molto, ho ascoltato il mio corpo e ho stimolato il mio sesto senso femminile alla sua massima espressione.


Ho seguito alcune donne nella preparazione al parto, dando loro informazioni, percezioni, esercizi, sicurezze e consapevolezza del potere femminile della procreazione; potere che abbiamo perduto, regalato alle prime mani del ginecologo MASCHIO di turno.

Poi è toccata a me.
Sono rimasta incinta nel 2009.
Stavo benissimo, ho fatto una buona gravidanza.

Avevo già in mente di non voler partorire in ospedale e così ho fatto.
Avevo in mente tante cose diverse, rispetto al chichè che vede la donna sottomessa al volere sociale, ai costumi e alle convenzioni.

 


Se le convenzioni sono favorevoli all'emancipazione femminile e alla protezione del binomio mamma -bambino allora ok, sennò addio.

Ho partorito in casa.

Una cosa che racconto sempre con un po' di ilarità è che mi sono mangiata la mia placenta    :-D
Su consiglio della mia ostetrica, l'ho cotta al forno a 50 gradi per 24 ore  e poi l'ho consumata come integratore in polvere ogni mattina per 3 mesi.

Ho allattato per 5 anni, di cui il primo anno è stato a richiesta e dal secondo in poi sempre più a diminuire fino a che negli ultimi 2 anni era un gesto sporadico, ogni qualche settimana, fintantoché mio figlio ha smesso di chiedermelo.

Ho portato mio figlio addosso per tutto il primo anno, con fasce, marsupi e tutto quello che mi permetteva di avere le braccia libere.


Sono tornata a lavoro dopo il primo mese dal parto e avevo sempre un aiuto: il marito, la nipote, l'amica, chiunque... al centro dove lavoravo, mi facevo aiutare dagli accompagnatori dei miei pazienti, dagli altri genitori, da chiunque volesse trastullare mio figlio, favorendo il contatto con tutti, per stimolare nel bambino la capacità di comunicazione e la serenità verso l'altro, anche se sconosciuto.
E poi e poi...tante altre scelte non convenzionali, scelte mie, scelte faticose, ma fatte col cuore e con la conoscenza e la voglia di darmi e dare a mio figlio tutto ciò che la società ha rubato alla donna - madre, con la scusa che è faticoso, che è duro, etc etc...

MA QUALE COSA DA' SODDISFAZIONE SE NON E' OTTENUTA CON IMPEGNO, PASSIONE, FATICA E ANCHE RINUNCIA????

Il sacrificio è un termine esatto: dal latino, sacrum facere, rendere sacro.


Praticamente dal 2005 al 2009 ho studiato solo fisioterapia, soprattutto legata al parto e alla nascita; ho approfondito sui libri, ho partecipato a seminari, ho scavato dentro di me.
Dal 2010 al 2013 ho fatto solo la mamma, mentre lavoravo a cottimo, quando il bimbo era al nido.
Un terzo dello stipendio andava soltanto per pagare la retta del nido, in più ero pendolare: da Lucca venivo a lavorare in Versilia, quasi tutti i giorni.

Quegli anni mi permettono ancora di vivere di rendita oggi come madre, perché la conoscenza e la consapevolezza aumentano come l'ampiezza di un foro, spinto dalla pressione dell'acqua.


Tutti quegli anni di sacrificio con passione e dedizione sono stati un buon investimento.


Cosa manca a gran parte delle donne di oggi?


  1. ASSERTIVITA' = SAPER DIRE DI NO
  2. DELEGARE = AVER FIDUCIA NEGLI ALTRI E SAPERLI GUIDARE
  3. AUTORITA' = ESSERE CONSAPEVOLI DEL PROPRIO POTERE
  4. MATERNITA' = CONOSCERE LA PROPRIA MISSIONE BIOLOGICA PER CRESCERE I FIGLI DEL FUTURO

 

 

 

 

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